Il decollo

Due passi e via...

Il decollo in parapendio è molto simile ad una partenza in seggiovia ed una volta in volo si è comodamente seduti. Anche chi soffre di vertigini può volare con il parapendio; in rapporto al numero di praticanti, c’è un numero rilevante di piloti che soffre di questo disturbo e tuttavia vola ad un eccellente livello.

Con il parapendio non ci si lancia come nel paracadutismo, ma si decolla come con gli aerei. Il decollo si effettua generalmente da un dolce pendio dopo aver controllato che la vela si sia gonfiata regolarmente; se qualcosa non è a posto, è sempre possibile sospendere la corsa prima del distacco e frenare (stallare) la vela per impedire il decollo; una volta risolto il problema si ripeteranno le fasi di controllo pre-volo per un nuovo decollo.

Quando ti sporgi dal balcone soffri di vertigini?
In volo è impossibile
poichè non si hanno punti di riferimento fissi!

In volo

Giocare con il vento

Una volta in volo, l’unico rumore sarà quello del vento tra i cordini della vela; il parapendio non richiede doti atletiche, ma una considerevole capacità di concentrazione e di equilibrio psico-fisico.

Lo sport del parapendio a livello turistico non è annoverabile tra gli sport estremi, anzi, si potrebbe definire: lo sport più intenso dopo gli scacchi, perché richiede al pilota capacità di ragionamento e di controllo delle proprie emozioni.

Lo stereotipo del pilota di parapendio non è né Rambo né l’eroina di “TOMB RAIDER”. Tra i migliori piloti vi sono si’ alpinisti e paracadutisti, ma anche farmacisti, bancari ed operai metalmeccanici, molti dei quali felicemente sposati con figli.

L’atterraggio

Col parapendio si atterra molto dolcemente. Il più delle volte, la velocità d’atterraggio si può paragonare ad un salto da un gradino. Se la fortuna non assiste, sarà sufficiente fare qualche passo di corsa per smaltire la velocità residua.

Quando si vola?

Per volare in parapendio, non è necessario che ci sia vento, è possibile decollare anche in totale assenza di brezza.
Si può prolungare il proprio volo fino a diverse ore sfruttando le correnti ascensionali di aria calda (termiche); esse sono in grado di portare verso l’alto la vela. E’ però sempre il pilota a decidere, in qualsiasi momento, quando andare ad atterrare.
In una giornata di buona attività termica è facile osservare numerosissime vele girare “turbinosamente” nella stessa zona come moscerini, in quel luogo c’é sicuramente una ‘termica’.
E’ possibile volare in ogni periodo dell’anno. Ogni stagione ha il suo fascino e non capita mai di trovare due giornate con le stesse condizioni di volo. Questo fa si che non ci si stanchi mai di volare in parapendio.
Le giornate migliori per il volo in parapendio sono quelle primaverili di leggera instabilità, cioé con le nuvolette bianche (cumuli) nel cielo azzurro.

Esistono attrezzature complete che pesano meno di 4kg e hanno le dimensioni di una scatola di scarpe

L’attrezzatura

La sacca contenente tutto l’occorrente per volare si trasporta agevolmente sulle spalle e può pesare dai 3 ai 25 chili in base al tipo di attrezzatura.

Gli attrezzi fondamentali per volare sono tre:
 il parapendio (o vela), l’imbrago o più propriamente selletta, ed il casco.
 Segue poi il paracadute di riserva, un accessorio basilare per il raggiungimento della massima sicurezza (la filosofia è: non serve mai, ma deve esserci sempre).
La selletta è fondamentale per il volo; in pratica il pilota vola seduto su di una comoda poltroncina che è studiata per aiutarlo a controllare la vela oltre che con i freni, anche con gli spostamenti del corpo.

Il pilota è trattenuto nell’imbrago (selletta) da delle cinghie, ed una volta allacciate non è assolutamente possibile che il pilota possa sfilarsi. Prima di decollare in parapendio si controlla più volte, con delle procedure standard che le fibbie siano correttamente allacciate.

Le vele di oggi sono 10 volte più performanti, ma soprattutto 100 volte più sicure!

Evoluzione

Dalla sua nascita il parapendio si è evoluto in modo radicale; si è passati dalla forma a materasso dei primi “otto cassoni” derivati dal paracadutismo a dei veri e propri velivoli dalla forma molto slanciata (allungata). 
Per un profano può essere difficile distinguere un parapendio da un altro, ma come per le auto sportive, quanto più la sua forma a falce sara’ affilata e stretta, tanto più la vela avrà caratteristiche di volo migliori e richiederà maggiore abilità di pilotaggio.

I parapendio non sono tutti uguali, ma vi sono differenti categorie: vela BASE (o vela SCUOLA), vela INTERMEDIA, vela da COMPETIZIONE. Il pilota sceglierà la propria vela in base alla sua esperienza; non è assolutamente ammissibile che un pilota con poca esperienza voli con un parapendio più avanzato; solo un cammino graduale lo porterà ad acquisire le capacità per volare con ali più performanti.